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presentazione:
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"Incontri"
è il primo titolo di una serie di appuntamenti che la Direzione Rete
Commerciale, attraverso il suo Project Team, intende realizzare per promuovere
l'uso degli spazi aziendali attraverso piccole esposizioni d'arte. E' la
manifestazione dell'attenzione che da sempre la DaimlerChrysIer Italia pone
allo sviluppo e all'incontro dialettico in ambito artistico. La fotografia,
la pittura, la scultura, l'architettura e tanto altro si mescoleranno periodicamente
per cercare di veicolare all'interno dell'azienda la conoscenza di diverse
forme espressive e di comunicazione. Le esposizioni saranno anche il pretesto
per la promozione di giovani artisti che difficilmente hanno la possibilità
di trovare spazi dove comunicare alcuni temi a loro cari. E' un modo per
sondare il senso della realtà e l'evoluzione delle idee. E' l'attenzione
per la ricerca. Questo primo appuntamento si concentra sul mondo della fotografia
e "Incontri" è il titolo scelto. La scelta di questa forma
artistica è legata all'immediatezza del messaggio e alla volontà
di trasmissione di altro oltre l'immagine; il tentativo è di mostrare,
attraverso l'esposizione di cinque giovani fotografi e il dialogo immaginario
con Marcelle Geppetti, uno dei più grandi fotografi italiani non
più viventi, il senso dell'immagine nella sua dimensione artistica.
Comunicare attraverso un'immagine fissa il senso e l'intensità di
un momento della nostra vita; attraversarlo, misurarne i limiti, evocarlo.
Questo rappresenta l'astrazione e la sfocatura.
"Ed io domando: in che modo la grazia di
questi capelli e di questo sguardo ha avvolto gli esseri di un tempo:
come baciava questa bocca, verso la quale immemore, il desiderio, come
un fumo senza fiamma, sale attorcigliato."
Questa concentrazione sul mondo
delle immagini, cercando di definirne le possibilità e le contraddizioni,
mostra diverse letture dell'esistenza vista come una successione di attimi
e occasioni. Nonostante l'abilità del fotografo, nonostante il
calcolo nell'atteggiamento del suo modello, l'osservatore sente il bisogno
irresistibile di cercare nell'immagine quella scintilla magari minima
di caso, di hic et nunc, con cui la realtà ha folgorato il carattere
dell'immagine; il bisogno di cercare il luogo invisibile in cui, nell'essere
in un certo modo di quell'attimo lontano si annida ancora oggi il futuro,
e con tanta eloquenza che noi, guardandoci indietro, siamo ancora in grado
di scoprirlo. Ed è qui il senso profondo della ricerca e della
sperimentazione. Immagini che rappresentano le potenzialità del
momento; che lasciano spazio all'immaginazione di ognuno permettendo 'in
questo modo di sviluppare successioni di storie diverse, espressioni di
esistenze vissute o sognate. Frammenti di vita che forse permettono la
sola lettura possibile dell'esistenza. Questo poter usare pezzi di meccanismi
il cui senso generale è in parte perduto rappresenta un'importante
dimensione di ricerca, anche formale. E' l'espressione dell'interesse
per le cose che stanno per dirsi e del meccanismo con cui si potrebbero
dire, pur sapendo che un altro più oscuro impedisce il compiersi
regolare delle operazioni necessarie perché qualcosa avvenga. L'emergere
delle relazioni tra le cose, più che le cose stesse, pone sempre
nuovi significati. "Incontri" manifesta questo intrecciarsi
di esistenze diverse; moltiplicando i legami; le associazioni. Mescolandosi.
Fotografie sospese rispetto alla vita, che cercano di imprigionare in
ogni singola immagine uno sfuggente frammento di senso, di profumo, di
memoria. Sempre più lontane dalla realtà ma sempre più
vicine al senso del reale.
Fabrizio Da Col
direttore del Project Team DaimlerChrysIer Italia
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